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Il paesaggio ed i monumenti di Custoza

 

 

L'Ossario:

 

Per comprendere quali profonde ferite le guerre d'indipendenza lasciarono in queste popolazioni è bene salire all'Ossario di Custoza, inaugurato il 24 giugno 1879. Costruito su disegno dell'architetto veronese Giacomo Franco, il monumento è un tempietto a pianta ottagonale con quattro lati principali e quattro minori sovrastato da un obelisco che raggiunge i 38 metri d'altezza. All'interno una cappella con altare, dietro al quale una scala conduce alla cripta che conserva le ossa dei soldati italiani e austriaci. Al piano superiore una loggia balaustrata costituisce un punto panoramico particolarmente interessante per ammirare tutto il territorio circostante, punto di raccordo fra la valle dell'Adige e la pianura padana.

 

Ossario di Custoza

 

Il paesaggio attorno al colle:

 

il paesaggio gardesano ci appare verso nord con attorno la grande distesa delle colline moreniche che degradano ad anfiteatro verso la depressione del lago di Garcla. Il verde intenso dei boschi, in prevalenza di querce, quello argentato degli olivi, il verde cupo dei cipressi isolati, a piccoli gruppi o su doppi filari lungo i viali delle residenze signorili o a delimitarne le proprietà con straordinaria eleganza. Il colore più chiaro dei vigneti è interrotto dai parchi e dai giardini di splendide ville, si apre ad accogliere serene fattorie con rustici e corti. L'orizzonte a ovest raggiunge le prealpi bresciane, anch'esse degradanti verso la depressione del lago, con il profilo aguzzo del monte Pizzoccolo, conosciuto come il naso di Napoleone. A est della depressione del Benaco, la dorsale del monte Baldo si allunga tra il lago e la valle dell'Adige, che resta come ai tempi delle invasioni barbariche, la sola via fra l'Europa e l'Italia. Sulla sinistra dell'Adige, le verdi pendici del monte Pastello segnate dal rosa delle cave di marmo, delimitano l'Altopiano dei Monti Lessini con il massiccio del monte Carega. Puntando lo sguardo appena più a est, sulla fascia collinare più esterna, si nota una breccia fra il monte del Fra e il monte Croce che consente di spaziare con lo sguardo fino alle mura di Verona. Si vede villa Pignatti, sulla collina di Custo-za e sullo sfondo la cupola della chiesa parrocchiale e la torre merlata del castello di Villafran-ca. A sud, nelle giornate particolarmente terse, lo sguardo si perde oltre il monte Mamaor, nella pianura attraversata dal Mincio, che scorre fino ad allargarsi nei laghi della città di Mantova. Nei pressi dell'Ossario, un'altra villa tardo settecentesca: villa Medici, antica residenza di un ramo della nobile famiglia toscana.

 

 

Il Borgo:

 

Ai piedi del colle, il borgo di Custoza con la piazza principale, tradizionale luogo di ritrovo per gli abitanti del posto e per i ragazzi del paese. Qui si festeggia la vendemmia, il vino nuovo, qui, la seconda domenica di settembre si assegnano le medaglie d'oro ai migliori vini bianchi prodotti secondo le normative della CEE. La chiesa parrocchiale è dedicata a San Pietro in Vincoli. In stile neoclassico, ha pianta a croce latina e conserva al suo interno una bella Madonna quattrocentesca.

 

 

Villa Pignatti

 

Pignatti Sulla collina che domina la piana di Villafranca Sommacampagna e Valeggio, ecco l'altro nucleo di Custoza e la seicentesca Villa Pignatti, una classica villa veneta che fu la residenza dei conti Ottolini, signori di Custoza fin dagli inizi del XVIII secolo. Ampliata e sopraelevata alla fine del XIX secolo, fu restaurata negli anni Trenta dagli attuali proprietari, la famiglia Pignatti Moranò. L'edificio ha due facciate: una verso la strada, l'altra a oriente, preceduta da un bel giardino all'italiana, dalle limonaie e da un viale di cipressi che scende verso la piana e corre in un bosco di latifoglie popolato di robinie e ailanti, attraverso un oliveto ed i vigneti della proprietà. All'interno, splendide sale con soffitti a travi e stucchi. In una cappella è conservato intatto l'arredamento seicentesco. Nel novembre del 1822 la villa ospitò un celebre banchetto in onore dei monarchi europei che per rafforzare i vincoli della Santa Alleanza si riunirono a Verona. Gli Ottolini ospitarono l'imperatore d'Austria e lo zar Alessandro I, Chateaubriand a rappresentare la Francia, Metternich per l'Austria, il duca di Wellington per l'Inghilterra. Furono loro a decidere l'intervento francese contro la Spagna, contrario solo il duca di Wellington. Sul lato nord, staccata dalla villa, si trova la casa del fattore, una bella costruzione cinquecentesca con torre colombara.

 

Custoza Villa Pignatti

 

La valle dei Molini:

 

Scendendo dal paese, e dirigendosi verso destra dei Molini si raggiunge rapidamente il ponte sul Tione, toccando prima il fondovalle di Custoza e poi boschi di carpini, aceri, frassini querce e robinie. Prima del ponte, però, consigliamo una deviazione a destra per entrare nella valle dei Molini, modellata dalle acque in epoca glaciale. Un fon-dovalle quasi piatto, tenuto a cereali e foraggi, dove il fiume scorre con ampie curve. Lungo le rive pioppi, platani maestosi e una moltitudine di cespugli che cambiano tinta secondo le stagioni. Aceri, ontani, salici, seguono i numerosi corsi d'acqua laterali. La canna palustre, il topinambur, il bambù e il giunco popolano la valle ricca d'acque correnti e di sorgenti, una delle zone più verdi e ricche di animali e di specie arboree di tutto l'anfiteatro gardesano. Qui vivono il merlo, il cardellino, la tortora, il torcicollo, la passera mattugia, il picchio rosso, l'usignolo e il cuculo. Tra le numerose corti agricole, segnaliamo quella del Molino Vecchio, costruita dai conti Ottolini che qui avevano mulino, frantoio e pile per lavorare il riso.


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